Storia
Ensemble Belle Epoque
L’Ensemble strumentale Belle Epoque è nato nel 1998 ad Imperia con lo scopo artistico di far rivivere, anche se solo per una sera, il mondo del Caffè Concerto che, con il suo scintillante repertorio di valzer, fantasie d’opera e d’operetta, brani classici di facile e gradevole ascolto fece da raffinata cornice alle traversate oceaniche dei grandi transatlantici, ai pomeriggi dei più rinomati stabilimenti termali e a tutti quei luoghi ove si radunava l’elegante società della Belle Epoque.
L’Ensemble Belle Epoque è composto da musicisti di formazione classica, tutti provenienti da personali esperienze concertistiche nel campo cameristico e sinfonico; la formazione base comprende tre violini, viola, violoncello, flauto, clarinetto e pianoforte; per le proprie esecuzioni l’ensemble utilizza partiture originali per “Musique de salon” faticosamente reperite dopo preziose ricerche presso musicisti che in gioventù fecero parte di orchestrine da Caffè Concerto.
Dopo il debutto ad Imperia avvenuto ad Imperia nel 1999 l’ensemble ha tenuto numerosi concerti sia in Italia che in Francia, partecipando inoltre a importanti “Gala du Lys d’or”- riunioni ufficiali della nobiltà francese- presso prestigiosi hotel della Costa Azzurra, quali l’Hotel Carlton di Cannes e l’Hotel Negresco di Nizza.
E’ stato inoltre ospite di importanti rassegne musicali tra le quali “Musica nei castelli di Liguria”,
“ 42° festival internazionale di musica da camera di Cervo”, stagione autunnale del “Theâtre des Variétés de Monaco”.
Quando richiesto l’Ensemble Belle Epoque si avvale della collaborazione di cantanti dalla provata esperienza in campo operettistico, proponendo quindi anche il Cafè-Chantant.
Le partiture del repertorio dell’ensemble Belle Epoque, messe insieme da caso e curiosità, provengono dai luoghi in cui il genere musicale leggero aveva la sua massima diffusione: dalla Milano mondana e salottiera, sede dei maggiori editori, dalla zona turistica d’élite della Riviera Ligure di ponente e della Costa Azzurra, e da Genova, il cui porto vedeva regolarmente partire i grandi transatlantici su cui si imbarcarono anche numerosi musicisti della città.
A grandi linee si può dividere la collezione in quattro filoni: fantasie d’opera e d’operetta, trascrizione di brani d’autore , piccoli pezzi originali , musica da ballo.
Tali “generi” non sono nettamente separati, possono sovrapporsi: ad esempio l’opera Kunstlerleben trascritta da Atzler è al tempo stesso fantasia d’operetta, trascrizione di brano d’autore– J. Strauss– e musica da ballo, così come il Lehár im ¾ Takt, Walzer pot-pourri di Schneider.
Volendo comunque cogliere le caratteristiche distintive di ciascun filone, possiamo dire che le fantasie d’opera– fra i cui trascrittori spiccano Emile Tavan e Giuseppe Fatuo– e d’operetta presentano una sintesi dei temi più famosi della composizione d’autore senza alterarne la struttura fondamentale, anche se in qualche caso le arie trascritte possono non comparire nell’ordine con cui si presentano nella partitura originale.
All’attivo del complesso Belle Epoque vi sono le fantasie sulle opere La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Cavalleria Rusticana e sulle operette Madama di Tebe e Vittoria e il suo Ussaro.
Per quanto riguarda l’orchestrazione di celebri brani d’autore, sembrerebbe quasi che i trascrittori dell’epoca volessero far ritornare in mente al pubblico, anche in sede di svago, quelle composizioni già udite a teatro o in sala da concerto; o forse l’intento era quello di avvicinare per la prima volta alla musica classica anche le masse di scarsa cultura.
Sta di fatto che troviamo, fra le tante, orchestrazioni del secondo tempo della Patetica di Beethoven, del Notturno n.3 di Liszt, della Danza Ungherese n.6 di Brahms, della Humoreske di Dvořák.
C’è poi una selva di piccoli pezzi di autori sconosciuti che vanno dalle serenate, come Villa Leonina di Rudolf Martini o Serenata napolitana di Becce, ai brani descrittivi, come Mercato Abissino di Giuseppe Serra, Mercato Persiano e Nel giardino del convento di Albert Ketelbey, a quelli lirico-meditativi quali Extase di Louis Ganne o Poeme di Zdenko Fibich.
Ed abbiamo infine la musica da ballo, anch’essa opera di una moltitudine di sconosciuti, costituita da una varia gamma di pezzi: valzer, mazurche, polke, tanghi, fox-trot, one-step.
Tutte le opere del fondo, le cui edizioni risalgono al primo Novecento, si inseriscono nell’ambito della “Musique de Salon”, quella musica che, come recitano i frontespizi della collana Sonzogno per piccola orchestra, era “adatta per intermezzi a spettacoli drammatici, Caffè Concerti, ristoranti, grandi alberghi, cinematografi”.